CHIESA VIVA

La verità vi renderà liberi ...

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
E-mail Stampa PDF

La "Croce Gloriosa"

 

La “Croce gloriosa” che sovrasta l’altare.

«Ad Arnado Pomodoro, uno dei più grandi artisti contemporanei, era stata chiesta una croce bronzea, attaccata all’altare, che rappresentasse le cinque piaghe, ma l’artista era in cerca di un’idea che fosse connivente con il suo modo di lavorare...».

I Frati Cappuccini nella loro opera: “Pietre di bellezza e di santità” ci informano anche che «L’opera fu commissionata ad Arnaldo Pomodoro il quale, prima di mettersi all’opera, ha dovuto studiare il progetto generale della chiesa. D’accordo con l’arch. Renzo Piano, con i Frati Cappuccini e con Mons. Valenziano, il maestro si mise all’opera fornendo svariati disegni».

Uno di questi disegni della croce venne pubblicato dalla Rivista: “Luoghi dell’infinito” del settembre 1998, a pagina 22, in cui lo stile di Arnaldo Pomodoro è così definito: “stile primordiale, mitico, essenziale, ancestrale. Uno stile che rimanda al senso del sacro come tremendum, fascino misterioso delle energie nascoste nella terra”. L’articolo, poi, cita le parole di Pomodoro: «La croce è un simbolo bellissimo... è la quintessenza dell’astrazione e, quindi, della spiritualità».

Poi, ancora, riporta la riflessione di quest’uomo laico: «Alcuni, quando sono in difficoltà, pregano; io, se vengo assalito dall’angoscia, mi precipito nel mio studio e lavoro».

***

 

Per l’impossibilità di analizzare questa Croce gloriosa, nella sua realizzazione attuale, mi sono limitato a farlo col disegno eseguito da Arnaldo Pomodoro e pubblicato sulla Rivista citata: “Luoghi dell’infinito”.

Il disegno, essendo solo bidimensionale, ha il vantaggio di evidenziare tutti i simboli che l’artista aveva impresso su questa croce. Tali simboli, però, non vanno presi come entità tra loro separate, ma, come in un mosaico, ciò che è essenziale è l’idea unitaria che questi simboli riescono a trasmettere nella globalità dell’opera d’arte.

È proprio quest’idea unitaria che appare, in tutta la sua evidenza, in questa croce.

La croce sovrasta l’altare, il luogo dove viene reso l’ossequio religioso offerto a Dio: l’atto di culto.

L’assenza del Crocifisso su questa croce e la sua forma a bracci quasi uguali, induce a pensare non tanto al Mistero dell’Incarnazione e della Passione di Gesù Cristo, ma ad un altro tipo di “Mistero”.

Dopo uno studio accurato sui simboli che appaiono sulle 5 parti in cui è divisa la croce: i 4 bracci e l’area della loro intersezione, che si è già visto rappresenta la “Loggia dei Maestri”, il “Mistero” si chiarisce e il “Culto” reso alla Divinità appare in tutta la sua lucida formulazione nei tre diversi culti:

 

il Culto del Fallo;

il Culto dell’Uomo;

il Culto di Lucifero.

 

Il Culto del Fallo, che anima la 1a serie di 11 gradi del R.S.A.A. e che conduce all’Uomo senza Dio e all’eliminazione della Virtù cattolica.

Il Culto dell’uomo, che anima la 2a serie di 11 gradi del R.S.A.A., e che conduce all’Uomo che si fa Dio e all’eliminazione della Morale cattolica.

Il Culto di Lucifero, che anima la 3a serie di 11 gradi del R.S.A.A., e che porta all’Uomo che combatte Dio e all’eliminazione dell’Autorità cattolica.

Di seguito, si dettagliano i contenuti simbolici di questo disegno della croce.

 

I significati occulti della “Croce Gloriosa”.

You are here: Inizio Articolo - La "Croce Gloriosa"